Dopo

Dopo tutti gli anni, le stagioni, i primi capelli bianchi

Dopo i traumi, le ferite, i passaggi, le trasformazioni

Dopo i tentativi, le crisi, i dubbi, i pantani, le difficoltà

Dopo la precarietà, la rabbia, le risate, le cose belle e le cose brutte

Dopo molte persone, i maestri, gli incontri, gli addii,

Dopo situazioni scomode, qualche entusiasmo, molte illusioni e molte disillusioni

Dopo aspettative, successi, insuccessi, conflitti

Dopo tutto

Si comincia a vivere

Nell’amore

Nella fiducia

Nel potere

Nella bellezza

Nella completezza

Nella gratitudine

Dando ordini agli dèi.

Senza nostalgia

Imperatrice
Lo sguardo del tipo che mi squadra
Tubino nero
Tacco
Tavolo che guarda al tramonto
Tagliolini alle vongole
Contatto il mio piacere
Voglia di dolce
La crème brûlée
E la mezza bottiglia di vino provenzale
Costata troppo cara
Ma madame, non ha visto la lista?
Sorrido
La coppia di anziani col cane alla mia sinistra sodalizza.
Metto in conto la luna rossa e il mare, che posso quasi toccare
Ultima sera 
Senza nostalgia
Mordo la vita

Attitudini che evolvono

Accettare che le cose possano essere semplici.

Scegliere la via con minor resistenza.

Applicarsi con dedizione, ma senza sforzo.

Usare solo i muscoli che servono per quel preciso movimento.

Essere pronti al momento giusto, per il resto farsi trovare impreparati.

Fermare l’impulso a dire necessariamente qualcosa.

Fare di meno, lasciar fare di più e uscirne comunque vivi.

Se ancora non si riesce ad ammettere di non sapere, almeno fare finta.

Saper dire basta oltre a un tot di devo, saper dire ancora a tutti i mi piace.

Sciogliere voti, promesse, lacci e lacciuoli anche se hanno il fiocco.

Prendersi del tempo per le cose inutili e belle.

Declassare ciò che resiste da decenni in cima all’hit parade.

Sbufalare tutto ciò in cui si crede per abitudine.

Ascoltare con distaccata ironia ciò che ci si racconta.

Permettersi, finalmente, di ricevere tutti quei “sì” che aspettano in coda di raggiungerci.

Anniversario su tela.

Il 25 aprile del 2018 inauguravo questo blog con il mio personale omaggio alla libertà, nel giorno solenne della Festa Nazionale della Liberazione. Oggi, quindi, tecnicamente, il blog compie quattro anni. Non so dire se la creatura è cresciuta, ci sono cose che mi piacciono molto ancora, altre un po’ meno. In alcuni scritti continuo a riconoscermi, in altri faccio più fatica. Però certo esprimono tutti un mia verità, un tentativo di raccontare la Vita attraverso il mio personale sguardo del momento in cui scrivo.

Scrivo per il piacere di farlo, e anche perché non posso farne a meno. Se poi qualcuno come davanti ad uno specchio ritrova qualcosa di sé in ciò che legge, beh, ne sono felice, anzi doppiamente felice perché oltre all’ego esulta anche il cuore che ha bisogno di un tu a cui aprirsi.

Perciò oggi, nell’augurare buon compleanno a questa avventura letteraria, ringrazio anche tutte le donne e tutti gli uomini che lungo la via hanno speso qualche minuto della loro preziosa attenzione a leggermi e talvolta anche a darmi un riscontro.

Non è scontato avere dei lettori. La cosa più preziosa è sapere che ad un livello sottile c’è uno scambio e che si creano delle connessioni fra pensieri, emozioni, sensazioni e vissuti diversi. Quindi grazie veramente, grazie di cuore ad ognuno. Grazie a WordPress e a Instagram e a Facebook che diffondono il verbo, grazie a questa tastiera che sto pigiando con le dita e che per magia compone parole su questo schermo bianco.

Bianco come il colore della tela della vita sulla quale ogni giorno lasciamo per lo più inconsapevolmente un segno, un colore, una forma, un’impronta o uno sfregio.

Le parole sono la mia impronta. Ogni tanto faccio un passo indietro e provo a guardare la tela tutta intera e so che è solo mia, che non ce n’è un’altra uguale e che così vale per tutti. Ed è anche per questo che ogni vita vale un racconto.

Quindi buon compleanno blog e in alto i calici per brindare a tutte le tele che vanno colorandosi, a chi rimane umano, ai cuori senza scudo, all’aria buona da respirare, ai sorrisi intimi fra sé e sé e a tutti noi che siamo liberi, a tutti noi che siamo belli.

Anzi, belli ciao.

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