Attitudini che evolvono

Accettare che le cose possano essere semplici.

Scegliere la via con minor resistenza.

Applicarsi con dedizione, ma senza sforzo.

Usare solo i muscoli che servono per quel preciso movimento.

Essere pronti al momento giusto, per il resto farsi trovare impreparati.

Fermare l’impulso a dire necessariamente qualcosa.

Fare di meno, lasciar fare di più e uscirne comunque vivi.

Se ancora non si riesce ad ammettere di non sapere, almeno fare finta.

Saper dire basta oltre a un tot di devo, saper dire ancora a tutti i mi piace.

Sciogliere voti, promesse, lacci e lacciuoli anche se hanno il fiocco.

Prendersi del tempo per le cose inutili e belle.

Declassare ciò che resiste da decenni in cima all’hit parade.

Sbufalare tutto ciò in cui si crede per abitudine.

Ascoltare con distaccata ironia ciò che ci si racconta.

Permettersi, finalmente, di ricevere tutti quei “sì” che aspettano in coda di raggiungerci.

Cronoprogramma

Ecco qui, un altro week end di luglio.

Incerto il tempo e lento.

Dilato gli spazi per segnare una differenza con il resto dei giorni.

Farò due passi in più con Leone e in un certo punto gli toglierò il guinzaglio, così sarà bello vederlo apparire e scomparire tra l’erba alta.

Farò le pulizie di casa senza guardare l’orologio, prendendomi tutte le pause necessarie. Forse non avrò bisogno di fare la spesa.

Starò un po’ ritirata dal vivere sociale, dalle suggestioni del mondo festaiolo: sul divano ci sono i libri nuovi, e questo già mi eccita… da dove cominciare?

Con molta calma, verso sera preparerò una cena senza complicazioni, che già lavare l’insalata mi sembra un obiettivo alto.

Mi potrò permettere la sveglia alle quattro del mattino per salutare un figlio che parte con gli amici, senza più riuscire poi veramente a riaddormentarmi.

Camminerò nei boschi un po’ assonnata, tanto poi ci sarà modo di schiacciare un pisolino più il là, nel pomeriggio, invece il mattino ha sempre l’oro in bocca.

Pranzerò da sola con gli avanzi di ieri, senza pretendere nulla dalla domenica, neanche un dolcetto o un calice di vino.

Avrò voglia di continuare a leggere per fare finta resistere sveglia, finché arresa mi trascinerò nel letto dove avrò sapientemente creato la giusta corrente d’aria per sognare senza sudare.

Mi sveglierò con la bocca impastata e avrò la scusa per bere un altro caffè per poi essere in pace col mondo.

Mi ritaglierò fino a sera un angolo di autunno in cui fare compagnia alla mia anima.

Forse avrò bisogno di scrivere.

E sticazzi se da qualche parte c’è il mare.

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