Amore in…condizionale.

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Se è il mio amore posso farne ciò che voglio.

Se è il mio amore posso amarti anche se tu non  mi ami.

Se è il mio amore non dipendo.

Se è il mio amore posso amare in cambio di niente, è questa la sua forza e il suo scandalo.

Se è il mio amore non finisce.

Se è il mio amore può nascondersi, ma non perdersi.

Se è il mio amore non ho bisogno di permessi speciali.

Se è il mio amore se ne frega della ragionevolezza.

Se è il mio amore posso trovarlo in ognuna delle mie notti.

Perché se è  il mio amore, allora non sarò mai senza amore.

Grazie, mio amore.

Ho ascoltato la Teresina

“Ogni essere umano è una meraviglia ontologica” (Luigi Lombardi Vallauri)

La Teresina è l’anziana signora del terzo piano che se la incontro sulle scale o nell’androne non le basta di salutarmi, lei mi ferma per parlare. Di solito inizia col ricordarmi quanto io sia brava e quanto i miei figli siano fantastici, tanto che a sentir lei sembrano usciti da un collegio svizzero, il che mi consola, ma nello stesso tempo mi conferma nell’ idea di avere in casa due estranei. Io la ringrazio e muovo un passo, ma lei generalmente continua raccontandomi in modo assai particolareggiato episodi della sua vita a me estranei, compresi i dolori e le gioie della sua solitudine con gatta, al che io faccio cenni di comprensione e muovo il secondo passo, ma non posso andarmene finché lei non conclude con molti altri apprezzamenti e infine mi incorona come miglior vicina di sempre. Io, a questo punto del teatrino, accetto il premio con imbarazzo e torno di corsa ai miei affari.

Durante questi incontri di solito ascolto educatamente, cercando di non fare troppe domande, mentre penso al cane che tira reclamando la sua passeggiata, ai figli da sfamare e in generale al mio tempo che passa in fretta e si perde nella moltitudine di dettagli vitali per lei, ma  superflui per noi che andiam di WhatsApp.

L’altro giorno però è successo qualcosa di inedito e per la prima volta mi sono scoperta ad ascoltarla, arrendendomi a quella situazione per cui di solito provo solo irritazione. E’ stato come vederla per la prima volta: la sua generosità nell’esprimere i complimenti mi ha dato la misura del suo cuore, la sua resistenza fisica tra mille acciacchi e intereventi mi ha dato l’idea della sua forza e della sua volontà, il suo saper tenere a bada chi non le piace mi ha dato l’immagine del suo pensiero lucido e dell’alta opinione che ha di sé.

Non me ne sono resa conto subito: questo ribaltamento di prospettiva è avvenuto dopo averla salutata ed essere rientrata nel mio appartamento. Ed è potuto succedere credo grazie al fatto che mentre parlava io ero lì, presente, in ascolto. Mi sono accorta anche che, per la prima volta, mi ha fatto sinceramente piacere ricevere le sue lodi e offrire il mio aiuto in caso di bisogno.

E ho pensato a quanta fatica si faccia di solito a stare inaspettatamente davanti all’altro che piange o che ride la sua verità. E’ più facile irritarsi perché è  quasi ora di preparare il pranzo e perché si arriva tardi al lavoro, o defilarsi in fretta con consigli spicci il più delle volte non richiesti, invece di fermarsi e commuoversi davanti alla meraviglia e alla vastità di un sogno, di un desiderio, di una vocazione che incarnata ti parla guardandoti negli occhi.

A pensarci bene, quante occasioni avrò ancora di incontrare la Teresina sulle scale e di venire avvolta da un suo tenero sorriso e da una sua buona parola? Posso solo ringraziarla e specchiarmi in lei per trovare qualcosa che anche io posso esprimere: andare incontro all’altro così, con un abbraccio, anche solo pensato. Per accoglierlo e per benedirlo perché ognuno di noi è una meraviglia ontologica, stupenda definizione. E se ce lo ricordassimo, ci chiederemmo a vicenda qualche minuto di contemplazione giornaliera, per perderci nel mistero dell’altro  con uno sguardo, un sorriso, una  lacrima.

Sarebbe bello sostituire i giudizi con la semplice curiosità di vedere come un altro umano se la sta cavando… a volte può persino tornare utile come stimolo alla creatività o al cambiamento!

Intanto provo a esercitare questo sguardo meravigliato negli incontri quotidiani, per vedere che succede.