Tracce di viaggio.

Il vento a Gerakas e i tartarughini in cerca del mare. Ce l’avranno poi fatta?
La bruschetta con le alici di Porto Mela a Dafni. Che Dio benedica la cuoca!
Dafni beach col mare piatto.

La vista col fiato sospeso sui faraglioni di Keri.
Qualche paura superata.
La salita dalla spiaggia di Xiagi e l’angelo della strada, (sì, di motori gli uomini ancora se ne intendono di più).

Paolo’s Corner, la taverna.
La super luna dalla casa di Lata.

Le capriole con Monica nel mare di Alykes.
L’acqua che tonifica.

Le strade in mezzo agli ulivi, la terra rossa.

Il monaco ortodosso del monastero di Agios Georgios, così bello!

La serata del pane e spritz, le risate per poco, i pensieri leggeri e profondi.

E poi quello che non ti aspetti, come la pioggia in barca, i parcheggi gratuiti e i croissant che san di burro.

Infine, quell’impressione di me lasciata a Zante, l’impronta dei miei piedi nudi e la scia dei miei sensi accesi, miracolo di questo Mediterraneo che in ogni dove sembra custodire qualcosa di me che ancora non so.

La chiave.

Quante estati buone ancora da vivere?
Quante estati di tuffi, di balli e di vino bianco guardando un tramonto? Quanti estati di mare e di isole? E di viaggi a passo svelto? Quante estati ancora con gli amici di sempre? Estati dalle risa facili, dal fiato abbastanza per la salita, dalle gambe ancora forti per la discesa. Quanto sudore resta da sentire sulle labbra, sulla pelle?

Bella e facile la vita sensuale, d’estate!
Facile uscire dal tempo lineare e banale.
Così, dallo spazio vuoto e senza confini, nuove possibilità e nuovi desideri diventano semi da fare crescere dentro.
È nei luoghi più nascosti e antichi che custodisci l’oro e l’argento.

Solo tu possiedi la chiave…

(Malta, ancora estate, 6-9 ottobre 2023, con le cinquantenni del ’73)

Compleanni

Una passa gran parte dell’esistenza a sentirsi in credito con la vita e a vantare pretese,

poi passa un’altra buona parte della vita a chiudere le sue ferite e a trovare il modo di riscrivere la sua storia,

poi una mattina di fine agosto, all’avvicinarsi del suo nuovo anno, si accorge che non potrà mai ringraziare abbastanza la vita per tutti i doni che ha ricevuto.

E le viene da ridere per tutte le volte che ha avuto paura e per tutte le volte che non si è fidata e sa che domani cadrà ancora in qualche baratro, ma sempre di meno.

E si accorge che il tempo è la misura delle trasformazioni e che può giocare con se stessa bambina,  ragazza, e anziana , coi vivi e con i morti, in un tempo senza tempo.

E i vivi e i morti che l’accompagnano sono parte di questi doni,  e si sente infinitamente grata per tutto il bene che c’è, anche per quello che ancora è incapace di vedere.

E sente l’impellente bisogno di ringraziare  tutti coloro che illuminano i suoi giorni, nonostante sia spesso cieca e incapace di ricompensare adeguatamente tutti quanti:

la madre e il padre,

il fratello e la sorella,

i figli e i nipoti ,

e tutti i famigliari presenti e non più presenti,

le amiche e gli amici tutti,

ogni maestro, ogni mentore, ogni sostenitore,

gli amori mai iniziati, mai finiti e quelli ancora da venire.

Grazie