
Se questa che sto vivendo fosse la mia ultima vita passata, cosa sarei adesso, nella vita nuova?
Guardandomi da qui, dalla vita passata, vedrei i frutti del mio quotidiano lavoro. L’introspezione e l’alchimia, lo yoga e il palo santo, la preghiera e la magia qualcosa di buono han pur portato. Mi vedo donna di saggezza, con l’anima gemella e il fiuto per gli affari, libera da doveri e da morali. Vedo una casa al mare e una in montagna, la voglia di viaggiare e poi libri, balli e canti.
Con momenti di estatica contemplazione dell’essere, mi vedo viver di musica e poesia e piaceri su piaceri. Forse sono mamma, ma in modo diverso, forse c’è un palco su cui stare. Forse sono io al cento per cento e non ho più paura di sbagliare. Mi vedo più “sti cazzi”, mi vedo anche giocare, magnetica, guerriera, spirituale.
Dal canto suo la me che sono adesso, nella vita nuova, guardando quella di prima, ne ha di sentimento e compassione. E con un piccolo sorriso incoraggia dal futuro la tapina come a dire che forse, anche un po’ prima, può lasciarsi alle spalle tutte le indolenti manfrine.
Se può esprimere tali giudizi è solo perché lo fa dall’alto della sua altezza, ma sa anche e soprattutto che la deve ringraziare, quella di prima, perché senza quel duro lavoro, più cattivo il karma suo sarebbe ora e addio saggezza e casa al mare e anche in montagna e compagnia cantante.
In fondo però anche lei quella di adesso ha il suo bel da fare per via del fatto che vivere a certi livelli poi a certi altri non puoi più tornare e qualche volta si vorrebbe riposare o almeno un pochino lamentare e trovare qualcuno da incolpare. E certi antichi e inutili pensieri retaggio del passato, van pensati così, senza punteggiatura e senza fiato.
Ma tant’è, a ogni vita la sua pena.
E allora dico a entrambe, io che le guardo dal mio punto di osservazione, fuori dal tempo e dallo spazio, lasciatemi un po’ in pace che a me e a tutta me stessa basta un Gin Tonic al Buddha Bar per fare la sintesi perfetta della situazione, per essere dopo, durante e prima, per essere una, nessuna e centomila!
Non hai bisogno di andare da nessuna parte: se puoi essere gioioso, fluido, vivo, sensibile, orgasmico, proprio questa riva si trasforma immediatamente nell’altra, proprio questo mondo è il paradiso, proprio questo corpo è il Buddha. (Osho)



