A un passo

Pigato Punta Crena

Sa di Varigotti  e Varigotti sa di infanzia.

Baccalà fatto bene. Lo gusto coi suoi tempi, non con quelli della mia voracità.

Fuori vento freddo. Il mare è a un passo, ma non lo vedo.

Vicoli tanti da smarrirsi, sporchi e misteriosi.

Vento freddo.

Lo comprendo, perché sono a Genova a novembre.

Cammino piano per salite e per discese, il mio passo di pianura non capisce subito, ma poi si arrende.

Ci soni negozi ancora veri. Voglio dire, più veri che a Milano.

Il mare è a un passo, posso anche non vederlo.

Posso anche non vederlo sempre, voglio dire.

Mi basta sapere, che è a un passo da me.

Tracce di viaggio.

Il vento a Gerakas e i tartarughini in cerca del mare. Ce l’avranno poi fatta?
La bruschetta con le alici di Porto Mela a Dafni. Che Dio benedica la cuoca!
Dafni beach col mare piatto.

La vista col fiato sospeso sui faraglioni di Keri.
Qualche paura superata.
La salita dalla spiaggia di Xiagi e l’angelo della strada, (sì, di motori gli uomini ancora se ne intendono di più).

Paolo’s Corner, la taverna.
La super luna dalla casa di Lata.

Le capriole con Monica nel mare di Alykes.
L’acqua che tonifica.

Le strade in mezzo agli ulivi, la terra rossa.

Il monaco ortodosso del monastero di Agios Georgios, così bello!

La serata del pane e spritz, le risate per poco, i pensieri leggeri e profondi.

E poi quello che non ti aspetti, come la pioggia in barca, i parcheggi gratuiti e i croissant che san di burro.

Infine, quell’impressione di me lasciata a Zante, l’impronta dei miei piedi nudi e la scia dei miei sensi accesi, miracolo di questo Mediterraneo che in ogni dove sembra custodire qualcosa di me che ancora non so.