
Passato da poco il giorno del mio compleanno mi dico che oramai ci vuole coraggio a compiere gli anni.
Coraggio significa avere cuore e i compleanni, soprattutto dopo un certa, andrebbero vissuti con il cuore.
Come potremmo altrimenti accettare di avere un nuovo segno sul volto o ascoltare le nostre gambe stanche? Come potremmo solo con il volere liberarci dalle nostre ragioni, dai nostri principi, dai nostri giusto e sbagliato?
Il coraggio è anche quello di riuscire a tagliare con ciò che non aggiunge più nulla, che non dà e che non prende valore, con il parlare al vento e di tutto e di niente, di tutti e di nessuno.
Il coraggio di scegliere con chi accompagnarsi e quando stare da soli, di non convincere gli altri delle proprie ragioni, di non perdere più tempo dietro a cose che non ci fanno vibrare.
Ma c’è anche il coraggio di andare ancora per strade che non conosciamo e che ci chiamano da tempo. L’essenza che ci abita è sempre bambina, la nostra sensazione di esistere è come allora intatta e pronta a rivitalizzarci ogni qual volta ci colleghiamo con essa.
Vivere con il cuore non ci affatica, al contrario ci nutre e ci aiuta a fare un passo nuovo ogni giorno, a ogni età.
Liberiamoci dall’abitudine di essere noi stessi! Se non è successo prima, dopo i cinquanta dovremmo averne abbastanza! Non siamo stufi di ripeterci: “sono fatto così?”
C’è un tempo che ci vuole presenti oltremisura, presenti fino al midollo delle ossa, e questo è il tempo della maturità. In questo tempo possiamo finalmente vivere nella pienezza ogni momento, ogni azione, ogni parola e sentire che stiamo aprendo un dialogo con l’eternità. La vita materiale finisce, ma ogni gesto compiuto in presenza si consegna all’eternità. Non si spiega, si sente con il cuore.
Auguro a ognuno compleanni coraggiosi e il coraggio delle molteplici fini e dei molteplici inizi, che la vita cambia sempre e noi con lei.
A chi oggi puoi dire addio? A chi dai il benvenuto?
Settembre è il mese del ripensamento sugli anni e sull’ età,
dopo l’ estate porta il dono usato della perplessità, della perplessità…
Ti siedi e pensi e ricominci il gioco della tua identità,
come scintille brucian nel tuo fuoco le possibilità, le possibilità… (F. Guccini)
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