Startup

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Il futuro è il campo delle possibilità infinite.

Immagina ciò che vuoi veramente.

Il passato è il campo delle bellezze perdute.

Torna indietro a riprendertele.

Il presente è il campo di come te la stai cavando.

Osservati nel tuo essere diventante.

Gioca col tempo, gioca a far finta di, a c’era una volta.

Decidi ogni mattina il personaggio che vuoi recitare e gioca, esplora, divertiti, guarda che succede.

Esci dal sono sempre stato così, dal sono fatto così, dall’è più forte di me e dal non ci posso fare niente.

Non ti conosci così tanto, vai verso qualcosa di ignoto come un ricercatore curioso di sé.

Sperimenta, prova a contraddirti, ad essere incoerente, stona finché non ti aggiusti, finché non trovi la tua nota, quella che risuona col cuore.

… cos’è che ti piace? Lo sai? Trovalo e desideralo, gustalo, vivilo, datti il permesso.

Si lo so, come si fa? Ti senti un po’ giù, sempre un po’ stanco, nervoso, ansioso, depresso, malato. Ma è la parte sana di te che vede tutto ciò, perché non provi a considerarla?

Comincia con l’indossare quel sorriso da ebete e quello sguardo colmo di meraviglia di chi ha scoperto il segreto della gioia e se ti viene da ridere più forte fallo.

E poi ricorda che in quel sorriso del cuore sta il fuoco della tua vitalità e che puoi accenderlo tutte le volte che vuoi…

…Ma che vita meravigliosa ti aspetta?

 

 

 

 

Non camminare mai se puoi danzare

 

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Questo titolo è una citazione:  M.B. Rosenberg, nel libro Le parole sono finestre oppure muri, ricorda con questa frase sua nonna, amante della danza e donna molto saggia e generosa, nella sua semplicità e povertà.

Ho sottolineato queste parole perché riconosco in me questo anelito del cuore che si trasforma talvolta  in una qualche modalità di azione, facendosi gesto, parola, sguardo, progetto…

Insomma, io a danzare ci provo tutte le volte che posso e che me ne ricordo. Per esempio quando esco con Leone, il mio cane sociopatico, cuffiette e spotify, alterno camminata veloce a passi di danza, e comunque adeguo il ritmo dei miei passi a quello della musica che ascolto in quel momento, restituendo il mio modo originale di procedere nel mondo. Mi piace farmi contagiare da musiche molto diverse tra loro, come diverse sono le situazioni della vita che affronto ogni giorno e come sono diversi i miei stati d’animo e non necessariamente la musica mi deve tirare su il morale se ce l’ho a terra, anzi il più delle volte le chiedo di accordarsi con la mia tristezza o la mia sofferenza. E posso ascoltare un giorno Cohen e un altro Post Malone, passando per tante sfumature e colori cercando di accordarmi sempre con me stessa e il mio piacere.

Chi mi ha visto in giro di buon’ora per strade paesane e lungo canali sa quello di cui sto parlando. E non è sempre facile mantenere movenze da serata in disco, con il cane al guinzaglio che ogni due per tre si ferma ad annusare il profumo di qualche lady pelosa, se non di qualcosa di meglio per lui, e non è sempre uno sguardo divertito e solidale quello che incrocio nei passanti, anche se qualcuno pensa che mi sia fumata l’impossibile e lo desidererebbe tanto pure lui, glielo leggo negli occhi!

Meno letteralmente, provo anche a portare questa esperienza del corpo danzante nelle situazioni e negli incontri della mia quotidianità. E’ l’esperienza del Tango Argentino, del Tango Olistico e  della per me new entry Contact Dance che si fa azione e modo di relazione con il mondo. Guidare la vita, esserne guidata, entrare in empatia con le diverse energie che in quel momento prevalgono in me o fuori di me , trovare uno spazio libero e occuparlo, lasciare spazio all’altro, offrire il mio peso e il mio sostegno, affidarmi e dare fiducia…

E’ la ricerca di un equilibrio fra tutti questi opposti che sviluppa una danza armoniosa, fluida, libera e rispettosa. E’ la ricerca di un equilibrio tra attività, dinamismo, progettualità e riposo, abbandono, ricettività totale. E’ il ballo della vita, e ora anche i Maneskin se ne escono con quest’idea e mi fa gioire, perché sono giovani e pieni di talento ed energia e sembrano già avere capito cose che io alla loro età…beh, lasciamo perdere…

Concludo con altre citazioni del maestro Massimo Habib, dal suo nuovo libro Tangoterapia, oltre il Tango alla scoperta di sé:

“Una persona veramente in equilibrio, soddisfatto della sua vita, difficilmente si rifiuterà di ballare un brano quale che sia.(…) Interpretare la musica non significa aderire ad una data situazione bensì pensare a creare il miglior modo per vivere quella situazione. E questo modo è individuale, personale, soggettivo e unico.”

Il ballo, e il bello, della vita!