
Se acquistare crediti deteriorati, Non Performing Loans o NPL, è un’operazione finanziaria molto a rischio e non adatta a tutti, ci vogliono coraggio e soldi da buttare, al contrario tutti potrebbero prenderselo ogni tanto un Non Performing Day, un giorno senza performance. Un giorno unfuckwithable o sticazzi se preferite i francesismi, istituito magari a cadenza fissa e solenne. Uno di quei giorni in cui essere assolutamente senza dovere essere qualcosa o qualcuno. Un giorno senza trucco, senza tacchi, senza zaino sulle spalle e borsetta a tracolla e passo svelto. Un giorno imperturbabile, financo senza parole, senza domande e senza risposte se sentiamo che così ci va. Un giorno in cui non comparire in nessun posto in particolare, in cui la nostra presenza è totalmente indifferente e anonima, anche solo per vedere l’effetto che fa.
Un Non Performing Day ogni tanto ci spetta di diritto e se non ce lo danno, prendiamocelo noi. Non è il semplice stare sul divano in pigiama a guardare una serie su Netflix, non è il lasciarsi andare all’abbruttimento. Niente di male, ogni tanto ci sta pure quello, ma di solito ci svuota di energia. No, l’NPD è molto più consapevole. Perché c’è l’intenzione di stare nell’esperienza dello stare senza fare per osservare ciò accade, ciò che si sente, che effetto fa vedersi un po’ scendere di livello, senza aspettative su di sé, sugli altri, sulla vita. E così magari ci si vede un po’ più per come si è, si fa amicizia con un altro sé, si ridimensiona tutto, testo e contesto, e magari emergono immagini fino ad allora impensate di nuovi inizi e nuove prospettive. Solo immagini leggere e un po’ sfuocate, perché in fondo è il nostro NPD e non possiamo pretendere di avere le idee chiare o di prendere decisioni. Lasciamo che ciò che affiori aleggi, rimanga nel vago, ci faccia sorridere dentro più che fuori. Rimaniamo piacevolmente indefiniti e inconsistenti, dimentichi del nostro lavoro, dei nostri ruoli, dei nostri gruppi di appartenenza e dei nostri io identitari. Ci sarà modo e tempo, domani, di riprendere tutto e meno male. E domani sapremo di avere uno spaziotempo NPD a nostra disposizione che potremo assaporare e attraversare, sopravvivendo all’esperienza.
Niente male se ci si ritrova, viceversa ci potremmo perdere un po’ troppo, in fondo un rischio c’è anche qui. Ma la performance ci sta se ci giochiamo, se sappiamo fare teatro, entrare e uscire dalle parti a al tempo giusto, stare on stage finché basta, poi togliersi gli abiti di scena senza nostalgia e fare spazio all’inazione e a qualche nostra fantasia. Liberi dalla performance, talvolta, accade di incontrare l’incomprensibile e di accettarlo così com’è. Non c’è niente, in fondo, di cui aver paura.
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